Ho trovato questo articolo che mi ha colpito su Huffington Post. Huffington Post è un social network americano, di cui ho recentemente letto che è stato venduto dalla fondatrice. L’operazione è stata piuttosto lucrosa e ha suscitato la ribellione dei bloggers aderenti al circuito, che sono i veri produttori di valore del network, attraverso le loro pubblicazioni, i loro microcontenuti (si dovrebbe dire così?).
Costruisci la casa giusta!
Comunque, in periodo di celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, mi ha incuriosito che negli Stati Uniti ci si ponesse questo problema: gli insegnanti americani possono davvero essere costruttori della nazione? La ricetta sembra semplice; ci vuole:
Interessante la metafora degli strikes: quattro e sei fuori gioco, secondo le regole dell’autore.
Veramente mi ha anche colpito che si sia costruito da se (con i fratelli) la propria casa!! Forse perché mi sa che mi dovrò fare anche io il giardino tutto da me?
A parte che da 10 anni ormai l’esame non si chiama più di maturità, l’articolo mi dà lo spunto per commentare alcune cose. Le notizie riportate sono realistiche, tutto sommato, anche se il tono della comunicazione non è condivisibile. Essendo io proprio una di quelle persone che si occupano del Portale E.Scuola, cioè di quella iniziativa bresciana che viene lodata nell’articolo, non può che farmi il piacere il complimento diretto ad una cosa cui spendo tante energie ed attenzione.
Tuttavia non condivido la critica al Ministero, nei termini in cui è portata. Semmai la critica va fatta perché i dati sono per lungo tempo invisibili oppure non si capisce la natura del campione. Non credo che si vogliano nascondere i dati della scuola non statale. Anzi, se devo proprio essere sincero, qui a Brescia non vedo sostanziali differenze tra quello che fa la scuola privata rispetto a quella pubblica, tenendo presente il fatto che la scuola privata è sostanzialmente composta di licei.
I confronti tra promossi e non promossi della scuola statale e non statale sono visibili grazie a queste due interrogazioni: scuola statale - scuola non statale, raffrontate sulla tipologia “licei”. Il dato delle statali è peggiore solo dello 0,65%) … (Nota: i “giudizi sospesi” sono immissioni errate, non corrette, da parte delle scuole; idem i non disponibili)
I dati sono visibili a tutti!!! Ma chi ce l’ha un servizio così?
(Nota: questo commento era stato scritto nel corso dell’estate)
Anche quest’anno, come l’anno scorso, si è aperta la solita bagarre sulle cifre delle ammissioni all’esame di stato (del primo e del secondo ciclo) e sulle promozioni in generale. La cosa stupefacente è che il Ministero, ma anche i giornali, sono in possesso dei dati quasi ancora prima che gli scrutini siano stati effettuati. Infatti nelle trasmissioni televisive del giorno 12 giugno e negli articoli del Corriere della Sera degli stessi giorni comparivano titoli, articoli e commenti al riguardo.
Ora, ancora prima di entrare nel merito dei discorsi, mi limiterò ad osservare che le lezioni nella maggior parte delle Regioni italiane terminavano il 12 giugno e solo in pochissime Regioni il giorno 10. Piccolo dettaglio: la legge dice che gli scrutini, salvo particolari e motivate deroghe (istituti di grandi dimensioni), cominciano solo dopo la conclusione delle lezioni ..
In ogni caso, lo scorso anno il Ministero dell’Istruzione si affrettò a comunicare che gli esiti dell’anno scolastico erano andati nel senso auspicato, cioè quello di una maggiore severità, in particolare per quanto riguarda l’Esame di Stato della secondaria di secondo grado. Peccato che poi altre rilevazioni e altre fonti avessero messo in evidenza come non ci fossero state sostanziali variazioni nei risultati rispetto agli anni precedenti. In effetti, nemmeno il Minsitero, dopo quel primo e probabilmente incauto “strillo” era più ritornato sull’argomento. Addirittura lo scorso anno nemmeno si potevano i vedere i dati dell’Esame di quinta inseriti dalle Scuole sul portale SIDI …
Quest’anno, fin da subito i dati del Ministero e quelli del Corriere divergono: minore severità per il Corriere (che comunque si sente in dovere di dare alcune spiegazioni su come ha raccolto i suoi dati); maggiore severità per il Ministero (vedi ad esempio questo articolo); anche il MIUR spiega come ha raccolto i suoi dati. Curioso che tutti e due citino le stessefonti: le regioni che hanno chiuso per prime l’anno scolastico.
Sono tre le considerazioni che mi viene immediatamente di fare:
Pensare che l’Esame di Stato sia più serio perché non vengono ammessi o vengono bocciati alcuni decimali percentuali in più di alunni è davvero banale e semplicistico; nel biennio di scuola superiore si arriva, in alcuni tipi di scuola, ad una selezione che tocca e a volte oltrepassa il 30% degli alunni; ci mancherebbe solo che quelli che superano questa selezione così forte non riescano ad essere promossi all’esame! Semmai dovrebbe stupire il contrario.
Sarebbe giusto che chi dà i numeri, qualche volta, desse anche le cifre assolute, non solo i dati percentuali o quelli di uno striminzito campione …
E’ un vero peccato che la stampa rincorra solo la notizia da dare il più in anticipo possibile e che quando poi la notizia debba essere approfondita, magari con tutto il suffragio dei dati, allora non interessi e non esista più.
Anche se ormai vecchio di 3 anni, mi piace citare questo bellissimo video, disponibile su YouTube e che dà una definizione non solo molto precisa, ma anche decisamente accattivante di Web 2.0. Una realizzazione davvero spettacolare del prof. Wesch, che in meno di 5 minuti fornisce una serie di informazioni illuminanti.
Il 15 aprile scorso, presso l’I.T.C. Abba-Ballini di Brescia, si è tenuto un incontro del corso formazione organizzato dal GLIP di Brescia per docenti di sostegno e non. Tema dell’incontro la discalculia (e il potenziamento dell’apprendimento). Relatrice DanielaLucangeli, dell’Università di Padova. Abbiamo effettuato una pessima registrazione dll’incontro … Per fortuna uno svolgimento del tema, molto simile a quello bresciano, è stato fatto dalla medesima relatrice anche a Padova, al Liceo Scientifico Cornaro.
Ecco i link ai video della conferenza: Parte1 Parte2
L’argomento è interessante non solo per la didattica della matematica o per chi ha a che fare in generale con alunni affetti da DSA. L’approccio della Lucangeli mi ricorda molto quello che ho conosicuto con Mary Ann Wolf (Proust e il calamaro). In estrema sintesi: le neuro-scienze e il loro sviluppo (assistito da tecnologie sempre più raffinate) ci spiegano sempre meglio come funziona il cervello, anche quello che, per effetto di svariati motivi, deve compensare e quindi funziona diversamente dagli altri.
Capire come funziona il cervello, migliora le nostre teorie sull’apprendimento/insegnamento e quindi ha una grande rilevanza sui processi didattici.